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SIMON KJAER

Queste sono le parole di Simon Kjaer, rilasciate alla Gazzetta dello Sport, riguardanti il suo infortunio, il pensiero su Rafeal Leao e Sandro Tonali:


"Quando mi sono fatto male ho staccato la spina dal calcio per quattro mesi. Non guardavo neanche le partite. Ero in contatto con Pioli e i compagni, niente altro. Non andavo a Milanello perchè non avevo niente da dire e niente da fare. Sono tornato più o meno a dieci partite dalla fine perchè dovevo ricominciare a fare qualche lavoro con la squadra e restituire qualcosa a me. I ragazzi mi hanno accolto regalandomi la maglia con il mio nome firmata da tutti loro. Il Milan è davvero una famiglia e io voglio bene a tutti. Cosa mi ha rubato l'infortunio? Io so di aver dato una grande mano a vincere questo scudetto perchè è stata la conclusione di un percorso di crescita, tecnica e mentale, iniziato due anni e mezzo fa quando sono arrivato al Milan. L'anno scorso ho giocato solo 11 partite, ma lo scudetto lo sento mio. Lo abbiamo vinto tutti insieme. Abbiamo festeggiato come devono fare i campioni. Di solito tengo le cose dentro, ma ogni tanto sono capace di farle uscire".

"Su Leao e Tonali dico che voglio vederli quest'anno: non sono più ragazzi, devono crescere enormemente. Quello che hanno fatto l'anno scorso non basta più. Leao ha qualità straordinarie e perciò non può permettersi partite in cui si vede poco: deve essere decisivo sempre. Se riesce a fare questo salto, può diventare uno dei top cinque al mondo".




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