Kalulu, da sconosciuto a certezza difensiva: manifesto del progetto Elliott

Quando nell'estate del 2020 il Milan annunciava l'ingaggio dalla Primavera del Lione del classe 2000 Pierre Kalulu, per la modica cifra di 450mila euro, la maggior parte dei tifosi del Milan si sono chiesti chi fosse. Allo stesso tempo, però, i sostenitori della squadra francese hanno storto il naso, lamentandosi della partenza del loro talento: forse già questo poteva essere un indizio sulle qualità che Pierre sta mettendo in mostra nel corso di questa stagione.

Duttilità tattica Come riporta oggi il Corriere dello Sport, da un punto di vista tattico Kalulu è un giocatore davvero importante. Arrivato in rossonero con l'etichetta di terzino destro è cresciuto e ha fatto gavetta alle spalle di un giocatore ormai esperto come Calabria, già a partire dall'anno scorso quando fu chiamato a sostituire anche Kjaer e Romagnoli in qualche occasione. L'esplosione però è arrivata quest'anno, da gennaio, quando Kalulu è rimasto l'unico baluardo difensivo di un gruppo colpito da covid e infortuni. Con i problemi fisici a Romagnoli, poi, il posto è diventato suo semplicemente con la forza delle prestazioni. Ogni volta che il 20 scende in campo stupisce per personalità, calma e progressi. Ha uno stile aggressivo che ben si sposa con quello altrettanto battagliero di Tomori con cui ha ormai formato una coppia davvero solida.

Volto del progetto Elliott

L'ascesa di Kalulu rispecchia esattamente quello che il progetto Elliott aveva in mente e che forse continuerà anche con RedBird, qualora dovesse concretizzarsi il passaggio di mano. Giocatori giovani, talvolta semisconosciuti, che però hanno grande potenziale. Certo forse Kalulu ha bruciato le tappe, forse neanche la dirigenza si aspettava una crescita di questo livello al secondo anno tra i professionisti e in un altro paese da quello di origine per giunta. Pierre, sbarcato a Milano per meno di 500mila euro, ora vale quasi 20 milioni. Non è un caso che, al termine della stagione, con ogni probabilità la dirigenza lo chiamerà in sede per adeguargli il contratto: si passerà dagli attuali 500mila euro ad almeno 1.2 milioni di ingaggio, con un prolungamento anche in termini di tempo (a oggi il contratto scade nel 2025).


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