In Fonte veritas ... intervista a 360 gradi ad Enrico Fonte

Quest'oggi vorremmo presentarvi un' intervista fortemente voluta dal direttore di 7volteacmilan.it al noto giornalista e scrittore Enrico Fonte , e realizzata tramite una collaborazione con il nostro vicedirettore ... Un'intervista realizzata a quattro mani ad un giornalista , oltretutto rossonero doc : ecco a voi l'altra faccia del Milan a 360 gradi , vista con gli occhi di Fonte .


Una domanda molto banale ma molto attuale : cosa ne pensi del calcio italiano e pandemia?


«La pandemia ha soltanto congelato e, per certi versi, nascosto alcuni problemi del calcio italiano. Dagli stadi vuoti alle finanze deficitarie di numerose società, passando per l’assenza di progetti che sappiano valorizzare i settori giovanili. Il calcio italiano, in sostanza, non sta molto bene. Sta dimostrando grossi limiti di sostenibilità e competitività. Servirebbe una riforma radicale, ma non pare essere in agenda. Detto questo, non escludo che la Nazionale possa disputare un grande Europeo. Sappiamo benissimo che, a livello sportivo (ma non solo), nei momenti di maggiore criticità il nostro Paese sa tirare fuori il meglio».


Cambiando tema , in riferimento alla vicenda Donnarumma , il calcio italiano , anche grazie alla presa di posizione della società rossonera, si libererà mai dal potere dei procuratori e degli agenti ?


«La presa di posizione del Milan è un messaggio che va comunicato, divulgato e mostrato come esempio nelle scuole calcio. Purtroppo è una sorta di goccia in mezzo all’Oceano. Non basterà, purtroppo, per mettere fine a una situazione che è divenuta, nel tempo, inaccettabile. Ecco perché parlavo della necessità di una riforma a 360 gradi».


Mercato : quali sono le tue aspettative da esperto in materia dal punto di vista giornalistico sul Milan del prossimo anno ?


«Intanto, da addetto ai lavori, vorrei che i giornalisti del settore tornassero a essere tali, soprattutto nell’ambito della gestione delle notizie di mercato. Il caso di Giroud è emblematico. Non ci si può limitare a rilanciare notizie, senza verificare le fonti, oppure vivere di “copia-incolla”. C’è bisogno di un giornalismo che indaghi e si impegni per far emergere la verità. Per quanto riguarda il Milan, ho fiducia nella società. Sanno quali sono le carenze e si muoveranno sicuramente per colmarle, a partire dalla necessità di un bomber. In generale, serve un rinforzo di qualità in ogni reparto».


Quali mosse ti aspetti dalla società ora che il Milan è tornato in Champions?


«Maignan è un primo tassello importante: giovane, è già una garanzia a livello internazionale. Il riscatto di Tomori è un colpo, soprattutto alla cifra pattuita lo scorso anno. Su Dalot farei un tentativo, è una buona alternativa. L’addio di Meité è inevitabile, mentre Tonali va ancora aspettato: quindi lo si riscatti, ma a cifre più vantaggiose. Diaz va preso, occhio però ad Ancelotti che potrebbe volerlo tenere. Sulla trequarti molto dipenderà dalle uscite. Per quanto riguarda il reparto avanzato Belotti è una possibilità concreta; io onestamente punterei forte su Icardi: ha qualità importanti e, soprattutto, sa come buttarla dentro… Certo, ha un entourage piuttosto ingombrante, per usare un eufemismo… Andrebbe governato».


Ma soprattutto secondo te un Milan così giovane potrà imporsi nel calcio che conta lasciando un segno importante ?


«Un ciclo vincente lo si apre puntando su un’ossatura giovane e affiatata a si aggiungono elementi di esperienza. Ecco, ora al Milan, per fare il salto definitivo, manca qualche innesto di esperienza che sappia prendere per mano questi giovani, soprattutto quando si presenteranno i momenti difficili. Insomma, serve qualche Kjaer in più».



Sulla vicenda super lega : che scenario secondo te si prospetta? Che provvedimenti pensi possano arrivare ?


«È stata una figuraccia, non nascondiamoci. Lo è stata per come il progetto è stato presentato. Ha però avuto il merito di evidenziare come sia necessaria una riforma, anche in chiave europea. Il calcio deve continuare a divertire e appassionare, prima che generare guadagni. Sui provvedimenti, l’Uefa sicuramente proverà a fare la voce grossa ma credo che alla fine per Real, Juve e Barcellona la vicenda si chiuderà con una sanzione economica».


Che giocatore vedresti bene coi tanti nomi che girano tra le file rossonere ?


«Detto prima di Icardi, i miei sogni sono due: Verratti e Insigne, ma al momento non ci sono trattative che vanno in quella direzione. Sarebbero due colpi alla Nesta e alla Rui Costa, per intenderci».


Parlando invece di Enrico : per farti conoscere meglio al popolo rossonero e cercando di entrare un po’ nel tuo personale , cosa ti ha portato a scrivere l’altra faccia del Milan ? Cosa ti ha spinto a farlo? E cosa ti ha spinto a raccontare il Milan dal punto di vista dei tifosi poiché ti sei dovuto in parte raccontare anche tu?


«Sono nato rossonero e ho sempre seguito il Milan in maniera viscerale. Ho visto la mia prima partita allo stadio a 8 anni: Samp-Milan, 3-2, al Marassi di Genova, sotto il diluvio universale. Poi, per diversi anni, ho frequentato San Siro da abbonato con il club della mia città: Alba Rossonera. In seguito, grazie al mio lavoro, ho avuto la fortuna di seguire il Milan come reporter. Nel 2019, ho seguito dal vivo, per un mio progetto editoriale, Liverpool Legends-Milan Glorie. Ho seguito il match dalla tribuna stampa di Anfield e a fine partita ho intervistato Kaká, Costacurta, Rui Costa, Cafu, Kaladze, ecc. I miti della mia giovinezza. Ho realizzato il mio sogno. In quell’occasione ho incontrato tifosi milanisti provenienti da ogni angolo del mondo.


Ho capito che nella mia vita ero stato molto fortunato a poter vivere il Milan così da vicino. Così ho deciso di scrivere un libro che avesse per protagonisti non i campioni rossoneri ma i suoi tifosi, quelli più comuni. Ne ho intervistato più di 40, da tutto il mondo. A questi racconti ho aggiunto alcuni contenuti speciali e una serie di interviste esclusive, tra cui quelle a Valentina Giacinti, Filippo Galli e Franco Baresi. Il ricavato sostiene i progetti sociali di Fondazione Milan».


Come ben sai un ragazzo di soli 20 anni , Seid Visin , che ha militato nelle giovanili del Milan si è tolto la vita : è possibile che nel 2021 si possa morire di razzismo?


«È possibile purtroppo. E non mi stupisco. Viviamo in una società piena di egoismo e odio, dove i valori centrali sono l'immagine e il successo personale. Il Covid purtroppo non ci ha fatto cambiare in meglio. Ma continuo a essere ottimista e ad affidarmi allo sport che crea unione e abbatte ogni barriera».


Ci auguriamo che queste parole possano essere un monito non solo per noi , ma anche per tante altre realta' , giornalistiche e non , e ci possano spronare a dare sempre il meglio e a fare conoscere i fatti per come realmente questi devono essere raccontati .


Scritto da Davide Ciccio Pirani-Bizzozero e Angela Demy



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