IL CAMMINO VERSO LA LUCE

Era il 9 ottobre 2019 e la stampa, i giornalisti comunicarono che a casa Milan sarebbe arrivato un nuovo tecnico di nome Stefano Pioli. Del suo arrivo parlavano tutti e quasi nessuno gioiva, l'hashtag che girava era #Pioliout e non era ancora nemmeno arrivato.

Non si è di certo perso d'animo l'allenatore che ha perseguito per la sua strada, ha iniziato ad allenare, ad essere a bordocampo con la squadra, ma era troppo fresco per poterla risollevare e riportarla in così breve tempo alla luce.

22 dicembre 2019 una sconfitta dolorosissima, i rossoneri hanno toccato il fondo.

Come dice il detto però "dopo aver toccato il fondo non si può far altro che risalire".


La società inizia a muoversi, arriva Gennaio, si apre il mercato di riparazione e arrivano due dei giocatori più importanti che hanno contribuito alla risalita rossonera. Arrivano Zlatan Ibrahimovic e Simon Kjaer.


Il Milan inizia così a far bene, si inizia a dare fiducia all'allenatore, nel finale di stagione però il suo addio era quasi certo, al suo posto sarebbe dovuto arrivare Rangnick che sembrava l'allenatore perfetto per i rossoneri. Se alcuni erano contenti del suo addio altri avevano iniziato ad apprezzare il tecnico rossonero, durante l'ultima partita con il Sassuolo arriva il comunicato dei dirigenti milanisti che comunicano che Pioli resterà al Milan.

Coincidenze o destino, chissà ma esattamente 2 anni dopo nello stesso stadio il suo Milan diventa campione d'Italia.

Il Milan inizia così una nuova stagione con Pioli al comando che raggiunge dei risultati meravigliosi, seconda posizione in classifica e dopo tanti lunghi anni ottiene la qualificazione in Champions.



La dirigenza continua a lavorare, deve

sistemare la rosa al Mister, soprattutto dopo due addii, Donnarumma e Calhanoglu. Il loro lavoro è mirato, è un mercato che punta sui giovani, sul creare la squadra, arrivano i giocatori alla quale oggi dobbiamo dire grazie. I nuovi acquisti si chiamano Maignan che non ha fatto di certo rimpiangere il vecchio portiere.

Arrivano anche Kalulu, Giroud e Tomori, anche per loro come precedentemente per il mister le critiche da parte di alcuni tifosi sono state abbastanza, perchè i giovani

non erano nomi conosciuti e perchè l'età sembrava un numero troppo grande per poter regalare soddisfazioni. Eppure a distanza di tempo chi non credeva ha dovuto ricredersi, con Tomori in difesa nessuno passava più e il 'vecchio' firma il derby con una doppietta e ci regala anche i tre punti contro il Napoli.

Siamo ad aprile e il campionato è ancora tutto da decidere, il Milan però può continuare a sognare grazie a Tonali che all'olimpico segna il gol del 2-1 al 92'.


Arriviamo a Maggio, il Milan è primo in classifica ma per scaramanzia nessuno dice nulla, nessuno pensa a festeggiamenti o almeno nessuno ci pensa fino al primo tempo della partita quando il numero 9 fa doppietta e Kessie firma il terzo goal.

Ora il mister non è più solo il Mister è uno degli eroi che ha contribuito alla rinascita, non si canta piu 'Pioliout' ma 'Pioliisonfire'


Il Milan è campione d'Italia, vince il diciannovesimo scudetto, un sogno che si avvera, una luce in fondo al tunnel.

Oggi le soddisfazioni sono tante e i meriti si suddividono tra tifosi, dirigenza, allenatore e giocatori perchè il merito non è del singolo ma di tutto il mix che ha saputo credere nella squadra, farla crescere e aiutarla nei momenti più bui.

Questa è la storia di chi non smette di crederci, di chi sogna e di chi sa quali colori amare.































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